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La Tecnica dei Loci di Cicerone per Memorizzare i Tuoi Esami di Giurisprudenza

La memoria è uno dei pensieri fissi di noi studenti di Giurisprudenza…un chiodo fisso!
Si perché da una parte, chi non è iscritto alla nostra facoltà, ci dice:
“A giurisprudenza si studia solo a Memoria”.

Cosa che non è assolutamente vera e per di più la risposta dovrebbe essere:
“E perché tu come studi? La memorizzazione non è altro che una fase dello studio.!”

Dall’altra parte c’è la nostra necessità di saper usare la memoria perché dobbiamo studiare programmi lunghissimi e senza una “buona memoria” è davvero difficile…se non impossibile.

Prima di tutto voglio tranquillizzarti, perché abbiamo la soluzione a portata di mano e nessuno ce l’ha mai detto, o se lo hanno fatto non ci hanno permesso di capire come applicarla al diritto.

Qualche annetto fa, un nostro collega, molto famoso rese nota al mondo una tecnica di memoria che potrà essere la tua arma più potente nello studio del diritto. Come lo è stato per me, permettendomi di fare 10 esami in un anno.

Questo articolo, infatti, ti permetterà di scoprire come Cicerone, avvocato, politico e oratore romano del I secolo a.C., memorizzava i discorsi delle sue udienze fissando delle immagini  nella sua memoria.

Potrai poi utilizzare questa tecnica per memorizzare i tuoi esami di diritto perché non c’è modo migliore di memorizzare il diritto imparando da uno dei più grandi avvocati della storia!

Già lo so a cosa stai pensando: “ehhh ma la mia memoria fa schifo e Cicerone ci riusciva perché era un genio! ‘’

Ti svelo un segreto: anche la mia memoria fa schifo… mi dimentico sempre quello che devo fare, però grazie alla tecnica di Cicerone ora riesco a memorizzare centinaia di dettagli tecnici  dei miei esami  come termini giuridici e numeri di sentenze.

Un’altra obiezione che potresti farmi è “ma se questa tecnica è così antica e potente , perché non ce l’hanno  insegnata a scuola? “.

Ci sono due ragioni fondamentali. Se mi dai 30 secondi te le spiego subito.

In primo luogo, ci hanno sempre detto che imparare a memoria sia sbagliato. Infatti è dalle scuole elementari che i maestri e i professori ci ripetono continuamente “non imparate a memoria, ma utilizzate le vostre parole”.

È infatti sbagliato memorizzare parola per parola un concetto perché altrimenti non lo si comprende, e purtroppo si pensa che la tecnica dei loci venga usata proprio in questo modo.

In secondo luogo, data l’efficacia e la potenza di questa  tecnica , nel 1584 ne venne proibito l’utilizzo dalla Chiesa Cattolica, accusando gli utilizzatori di stregoneria.

Giordano Bruno invece venne messo al rogo perché attraverso la tecnica dei loci riuscì a memorizzare tutta la divina Commedia.

Oggi per fortuna grazie a campioni di memoria, psicologi e formatori, questa tecnica è tornata a vivere!

Ora torniamo a Cicerone.

Cicerone nel I secolo a. C. non aveva di certo i tablet che lo aiutassero  a tenere  il filo del discorso durante le udienze in tribunale  e durante i suoi comizi.

Elaborò quindi la tecnica dei loci per fissare nella mente i punti principali dei suoi discorsi, creando delle immagini mentali e posizionandole nei luoghi a sé familiari, come ad esempio il tragitto che faceva ogni mattina per andare in tribunale da casa sua.

Gli bastava ripercorrere mentalmente quel tragitto per ricordarsi ciò di cui doveva parlare. Le immagini sarebbero state lì ad aspettarlo e così era sicuro di non dimenticare alcun punto del suo discorso.

Non a caso le espressioni “in primo luogo”, “in secondo luogo”  ecc… vengono  proprio dai  loci Ciceroniani. 

Prima infatti , nell’antica Roma, l’arte della memoria veniva insegnata a tutti coloro che ambivano a diventare dei grandi oratori. Quindi era molto importante conoscere e saper utilizzare al meglio tutti gli artifizi mnemonici tra cui, per l’appunto, la tecnica dei loci.

Se a scuola ci avessero fatto approfondire Cicerone, avremmo scoperto che lui stesso  nel De Oratore spiega come utilizzava questa tecnica:

“a questo modo, come, se l’accusatore avrà detto che un uomo è stato ucciso dall’imputato col veleno, e avrà accusato che è stato fatto per ragione di eredità, e avrà detto che di quel fatto vi sono molti testi e complici, daremo forma ad un malato giacente sul letto…  e porremo presso il letto di quello l’accusato che reca nella destra una tazza, nella sinistra le tavolette (testamentaria), nell’ anulare i testicoli d’ariete”

Le immagini utilizzate dal nostro Cicerone avevano un significato ben preciso.

Infatti per lui il  veleno era la tazza, il testamento le  tavolette e i  testimoni i testicoli. Gli bastava quindi visualizzare l’immagine che aveva creato per ricordarsi ciò di cui avrebbe dovuto parlare.

Perché quindi dovresti usare questa tecnica così potente?

Ti è mai capitato di leggere un testo di diritto decine di volte, senza ricordarti nulla il giorno dell’esame?

A me è successo fino al secondo anno di università. Per preparare un esame non facevo altro che leggere e ripetere continuamente lo stesso libro. Più leggevo e più non mi ricordavo nulla, e ogni volta andavo all’esame avevo tantissima confusione in testa. 

Un giorno però, per caso, venni a conoscenza di questa potentissima tecnica grazie a dei video di un ex campione di memoria degli Stati Uniti, Ron White.

Da quel giorno iniziai a memorizzare nella metà del tempo, e finalmente misi in ordine i concetti nella mia mente, presentandomi agli esami consapevole che non avrei dimenticato nulla.

Inoltre, non meno importante, iniziai a divertirmi mentre studiavo perché affinché questa tecnica funzioni bene, è necessario creare delle immagini che siano molto impattanti al livello emotivo.

Quindi i benefici che avrai se utilizzerai questa tecnica saranno:

1. Memorizzare informazioni nella metà del tempo

2. Un ordine mentale

3. Divertimento

Ora bisogna chiarire una cosa però. Utilizzare questa potente tecnica di memoria non significa imparare i concetti a memoria. È solo una scorciatoia per memorizzare e fissare nella mente i punti del discorso e i dettagli tecnici.

Quindi sí, puoi memorizzare i tuoi esame anche senza la tecnica dei loci, quindi con il leggi e ripeti, ma è la via più lunga e noiosa, e non sempre porta ai risultati sperati.

Infatti un esperimento scientifico condotto presso il Rawal Institute ha  dimostrato che alcuni  studenti presi in esame che avevano utilizzato la tecnica dei loci ricordavano più informazioni rispetto agli studenti che non la avevano utilizzata.

Clicca qui nel caso tu volessi approfondire.

Ma quindi come si applica questa tecnica?

Abbiamo quasi finito… continua a leggere fino in fondo!

I 3 pilastri su cui si fondano i loci ciceroniani sono:

1. Memoria spaziale

2. Emotività

3. Visualizzazione

Ti basterà prendere dei luoghi a te familiari, come la tua casa, quella dei tuoi nonni o dei tuoi amici e suddividere le stanze in loci, scegliendo 5 oggetti in senso orario.

Ecco questi oggetti saranno i tuoi loci. Più loci avrai a disposizione, e più informazioni potrai memorizzare (io per esempio ne ho 400)

A questo punto per il concetto che vorrai memorizzare dovrai creare un’immagine, partendo da una parola chiave. Questa parola chiave dovrà ricordarti il concetto che vuoi ricordare.  Poi ti basterà  visualizzare l’immagine creata facendola interagire con il locus. Ed ecco che sarà scolpita nella tua mente.

Ad esempio se dovrai  memorizzare nel tuo discorso la parola “associazione mafiosa” potrai immaginarti Tony il mafioso dei Simpson che insieme alla sua gang  ti distrugge  il frigorifero, facendolo saltare in aria.

Quindi ricapitolando:

1) scegli i tuoi loci dandogli un ordine

2) crea una parola chiave  e legala ad una immagine

3) visualizza l’immagine

4) fai interagire locus e immagine

5) divertiti

Ora se vuoi   applicare  al meglio questa tecnica ai tuoi esami di giurisprudenza devi prima  comprendere bene gli argomenti.

E tu ti starai chiedendo:

“eh ma quindi  come si  comprende?”.

Gli istituti di diritto si comprendono ponendosi le giuste domande e rielaborando i concetti. Non a caso il compito dei giuristi, avvocati e magistrati, è quello di trovare una soluzione ad un problema.

 All’università per fortuna il  problema sono solo le  domande d’esame, e la soluzione è la risposta perfetta che sarai in grado di costruire grazie alla regola delle 4 P.

Se vuoi saperne di più, iscriviti GRATUITAMENTE al videocorso Studente di Diritto Modello dove l’avv. Delle Curti spiega perché ti stai annoiando nello studio del DIRITTO e come fare a ritrovare la passione arrivando preparatissimo all’esame grazie al metodo M.I.T.O.

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Autore: Francesco Saccoliti, Studente di Giurisprudenza ed allievo del 1° Master di Diritto Divertente “da Studente a Giurista”

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