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La terribile verità che senza linguaggio giuridico l’esame non si “passa”!

SCOPRI COME IMPARARE IL LINGUAGGIO GIURIDICO IN MODO DIVERTENTE.

In questo articolo voglio parlarti di uno dei problemi più gravi che affligge gli studenti di Giurisprudenza e che è rientra a pieno titolo nella hit-parade delle domande che gli stessi mi fanno…stiamo parlando (rullo di tamburi…) del:

MALEDETTO LINGUAGGIO GIURIDICO. IL FAMIGERATO LINGUAGGIO GIURIDICO.

SCOPRI COME IMPARARE IL LINGUAGGIO GIURIDICO IN MODO DIVERTENTE.

Quello che potremmo tranquillamente paragonare al mostro dei video giochi o al cattivo da sconfiggere in una saga dei fumetti MARVEL.

Per affrontare questa problematica comune alla stragrande maggioranza degli studenti di Giurisprudenza, ti parlo di un’esperienza che mi ha fatto molto riflettere.

Tranquillo non è una di quella classiche storie inutili che ti fanno perdere tempo ma ti prometto che ti farà capire dove sta il problema.

Nei giorni passati sono stato in Irlanda dove mi sono scontrato con la lingua parlata dai cittadini di Dublino, ovvero l’inglese – gaelico che nasce da una vera e propria fusione della lingua natia – il gaelico appunto – e l’inglese imposto dalla dominazione britannica.

Una lingua che mi ha creato molti problemi di comprensione… io non capivo ciò che mi dicevano gli Irlandesi e loro non capivano il mio inglese maccheronico.

Di conseguenza cosa mi accadeva?

La cosa più banale di questo mondo: seppur avevo un concetto ben chiaro in mente non trovavo mai la parola esatta con cui esprimerlo. 

Per l’appunto ti è mai capitato di avere la classica parola sulla punta della lingua, e tuttavia non riesci a pronunciarla?

Più ci pensi e meno ti viene…porca m…..!!! che sensazione fastidiosa!!!

E’ proprio quello che è capitato a me…per cui, anche se trovavo un vocabolo simile nel contesto in cui lo pronunciavo assumeva un significato che non andava per niente bene e facevo la figura dell’imbecille….

Ti sembra di conoscere questa situazione, vero?

Esattamente quando all’esame hai un concetto chiaro in mente, col quale potresti dimostrare al professore che conosci la risposta alla domanda che ti ha fatto, ma… non sai che termine utilizzare.

Non ti viene in mente, non sai come dirlo! per cui quel concetto esce fuori una schifezza.

La conclusione è che, anche se il tuo sforzo viene apprezzato, il professore ti rimprovera di non saperti esprimere giuridicamente in modo corretto e nella migliore delle ipotesi  (cioè quando si trova con animo sereno perchè magari ha fatto l’amore con la moglie o con l’amante  prima di venire a fare l’esame), otterrai un voto basso.

Aspé forse non ti ho ancora terrorizzato abbastanza…ti faccio un esempio più cattivo…attenzione lo faccio per il tuo bene (non perchè sono sadico…o forse si…muah muah…muah).

Hai mai sentito da alcuni colleghi di università raccontare di bocciature a causa di una parola non detta o un termine sbagliato?

Bene, tagliamo corto, in tutti questi casi il problema è uno solo: Non si utilizza la terminologia giuridica, o peggio ancora, non la si conosce affatto. 

E ti dirò di più: tutto questo è IN REALTA’, NORMALISSIMO.

I termini, i vocaboli, le parole assumono un’importanza fondamentale nel mondo del diritto.

Imparare il diritto è come imparare una nuova lingua e come tale, devi avere il giusto approccio e i giusti strumenti, per esprimerti in modo corretto ed efficace al fine di permettere al professore di fidarsi di te.

So bene che ora stai pensando: E vabbè ora per una parola si può bocciare uno studente….non mi sembra affatto giusto.

Allora espelliamo e mandiamo a quel paese qualsiasi ragionamento sulla giustizia o meno del sistema universitario (di questo ne parlerò in una specifica diretta) e concentriamoci su quello che ci serve per riempire il nostro libretto di 30.

Questo non è il mondo ideale dove tutto è “rosa e fiori” qui se ti possono “segare” ti segano…quindi devi attrezzarti altrimenti so cazzi! (il linguaggio è volgare ma come direbbe mio nonno: quann’ c’vo c’vo —> trad.: quando non ci la fai più è giusto sfogarsi).

Si avvocato, ho capito però mi sembra tutto così difficile.

Bene, allora ti racconto di Ciccillo e del metodo dell’abbecedario di diritto.

Ciccillo era un mio carissimo studente, che mi ha dato lo spunto per creare un metodo  divertente ed efficace per permettere agli studenti di Giurisprudenza per apprendere perfettamente il linguaggio giuridico.

Ciccillo era iscritto all’università di Giurisprudenza e purtroppo aveva evidenti problemi d’italiano.

Si, esattamente, non parlava per niente bene la nostra lingua…lo so adesso stai pensando: com’è possibile nel 2018….?!!!!! eh si non sai quante volte mi capita di vedere questa cosa…è scandaloso ma è così!

Questo perché, nella sua vita da liceale, aveva avuto vita facile, anche grazie al fatto che in qualche modo i genitori lo avevano “raccomandato”.

Il mondo ovattato nel quale viveva non lo aveva portato ad affrontare questo problema nonostante la sua gravità.

questo fin quando un bel giorno, dopo settimane di corteggiamo, riesce ad uscire con una ragazza che gli piaceva un botto.

Un incontro devastante, anzi diciamolo bene: FECE UNA FIGURA DI CACCA COLOSSALE! 

Questo a causa del suo maledetto linguaggio da “ignorante di periferia”.

Punto nell’orgoglio e desideroso di rivalsa, Ciccillo operò un’autentica rivoluzione personale.

Da quel momento in poi, infatti, comprò un dizionario tascabile che portò sempre con sé. Quando sentiva qualche parola chenon conosceva, consultava all’istante il dizionario per cercarla, ed una volta trovata e letta, faceva anche un disegnino così da ricordarne e riconoscerne il significato.

Con leggerezza ed in modo divertente, scarabocchiava qualcosa sul dizionario, che gli permetteva di collegare quell’immagine a quella determinata parola.

Notai tutto ciò durante una delle nostre lezioni private, così che fu spontaneo chiedergli: “CICCILO, MA COSA STAI FACENDO?” 

Così mi raccontò tutta la sua storia, tutte le sue motivazioni alla base di questo grande cambiamento e …mi si accese una lampadina:

EUREKAAAAAAAA!!!!! n realtà dissi CAZZOOOOO…scusa volevo fà il tipo tutto “pefettino” ma non ci riesco.

Non ci avevo mai pensato, UN ABBECEDARIO PER OGNI ESAME DI DIRITTO!

Creare una rubrica dove mettere tutte le parole complicate di quello specifico esame di diritto, il significato ed un disegno che potesse esprimere un esempio stupido, divertente, che permettesse allo studente di poter legare quella determinata immagine al concetto giuridico.

Se ci pensi, questa è la tecnica utilizzata alle scuole elementari dove ci veniva dato l’abbecedario, un librone coloratissimo, per imparare le lettere tramite disegnini simpatici e divertenti: ad esempio trovavamo la ZEBRA per memorizzare la Z, l’APE per memorizzare la A, la CASA per imparare la C e così via.

Pensai tra me e me: visto che l’unico sistema d’istruzione ancora funzionante in Italia è quello delle scuole elementari mi perché non pensare di imitarlo?

e perché non partire proprio dall’abbecedario?

Chiaro è che bisognava adattarlo allo studio universitario…e così ho fatto.

Per ogni mio video corso (Costituzionale Divertente e Privato Divertente) ho realizzato un abbecedario e nel video corso FDD (Fenomeno del Diritto) insegno come crearsene uno proprio.

Tutto questo ha portato dei risultati megagalittici! I miei studenti hanno iniziato a spaccare all’esame anche grazie all’abbecedario.

Infatti il metodo dell’abbecedario ha permesso a moltissimi studenti di fare la differenza.

Purtroppo, o per fortuna, un termine giuridico corretto, farà sempre la differenza fra uno studente promosso ed uno studente bocciato, fra un voto alto ed un voto basso.

Tanto è vero che Mark Twain sosteneva chiaramente che:

“la differenza fra una parola giusta ed una parola sbagliata e la stessa differenza che intercorre fra un fulmine.. e la luce!”

Se anche tu vuoi iniziare a studiare il diritto senza annoiarti a morte e riempendo il tuo libretto di 30 e 30 lode ISCRIVITI GRATUITAMENTE al Webinar STUDENTE DI DIRITTO MODELLO.

In questo corso, del valore di 291 euro (per te gratis) spiego come rispondere in MODO PERFETTO alle domande d’esame.

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Ciao e alla prossima.

Ricordati che senza divertimento c’è fatica e sofferenza e queste non portano mai a grandi risultati.

Avv. Raffaele Delle Curti

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