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Uscire di casa non è più reato: Covid -19 e la nuova Normativa”

Impara la risposta alla domanda d’esame sul Coronavirus che di sicuro il Prof. ti farà alla TUA prossima sessione o al TUO prossimo appello e la risposta alla domanda di amici e parenti che potrebbero farti nei prossimi giorni.

Stare a casa, sta diventando difficile, molto difficile. Tra capelli che crescono a dismisura, la necessità di un’estetista come il pane e le serie TV che iniziano a finire la Quarantena sembra un incubo senza fine.

Poi ci sarebbero i libri da studiare, ma quella è un’altra storia e per il momento la tralasciamo.

Per lo più in questo articolo mi vorrei concentrare su quella che sarà di sicuro una domanda d’esame se stai studiando amministrativo o penale (e forse anche Costituzionale) e che di sicuro amici e parenti ti faranno in questi giorni ovvero:

Uscire di casa senza alcun motivo è reato? E che sanzioni ci sono?

Di sicuro se non sai rispondere all’esame sono cavoli amari e di sicuro se non sai rispondere ad amici e parenti ti diranno:

“Studi legge, che diamine…che ci vai a fare”.

O peggio ancora i tuoi:

“Che la paghiamo a fare questa retta! che tra l’altro è sempre più alta!”

(Come se chi studia Giurisprudenza dovrebbe conoscere tutte le leggi… bah!).

Allora, onde evitare entrambe le spiacevoli situazioni, ho voluto affrontare con un approccio molto pratico e semplice la questione perché uscire di casa in questo periodo di emergenza COVID-19 non è più un reato.

Aspettaaa! Questo non significa che puoi uscire eh!

Se infatti in questo momento esci solo perché ti sei “scocciato” di stare a casa, e ti fermano, ti beccherai una bella  multa che può arrivare fino a 3000 euro.

Leggi l’articolo fino in fondo per saperne di più. Potresti rimanere sorpreso…

Ora so che stai pensando: “ma perché questo articolo? Non bastavano i giornali e i TG che mi facessero scoppiare la testa con tutte queste informazioni?”

Si è vero, molti ne parlano. Che dico… TUTTI ne parlano, e proprio per questo c’è una gran confusione. E spesso giornali e telegiornali sono poco comprensibili perché si rivolgono ad un target di tecnici, e di esperti della materia.

Guarda che la sento quella vocina nella tua testa che fa “moo vabbè, è arrivato il fenomeno! Chi sei tu per dirmi queste cose?”

Mi chiamo Francesco e sono uno Studente di Giurisprudenza del terzo anno.

Mi piace molto formarmi e studiare cose che non vengono purtroppo insegnate all’Università.

E sì… devo dire la verità… sono un appassionato di Diritto Penale!

Quindi cercherò, dopo esser finalmente riuscito a districarmi in questo mare di norme, di dare anche a te una bussola con cui poter navigare insieme a me.

Quindi si può uscire di casa?

NO. Se oggi si esce di casa senza una valida motivazione si rischia una multa molto salata dai 500 ai 3000 euro. Più in avanti vedremo nel dettaglio la disciplina attuale, prima devo chiarirti dei concetti che se non conosci per bene non potremo mai capirci.

Forse per alcuni saranno banali ma “repetita iuvant”.

Perché disciplina attuale? Prima ce ne era un’altra?

Esattamente. La normativa precedente prevedeva l’ipotesi di un reato nel caso si violassero i provvedimenti emanati, e che quindi si uscisse di casa senza le cosiddette “comprovate ragioni di necessità”.

A che tipo di reato si andava incontro?

Allora, nel nostro Codice penale esiste un articolo un po’ speciale”, chiamiamolo così, che è l’art. 650.

Perché speciale? Perché in linguaggio giuridico si tratta di una norma penale in bianco. In parole semplici, usando una metafora, la norma penale in bianco è come se fosse un contenitore vuoto che si fa riempire da altre norme.

Queste norme che riempiono questo grande barattolo sono i provvedimenti dell’Autorità.

In questa situazione di emergenza COVID-19 i provvedimenti in questione sono i Decreti del Presidente del Consiglio dei Ministri (DPCM).

Questi decreti sono atti amministrativi, e come tali sono delle fonti del diritto secondarie.

Che significa fonti secondarie?

Immaginiamo una piramide Egizia alla cui sommità vi sono la Costituzione e le Leggi Costituzionali.

Ecco queste sono quelle che in linguaggio giuridico sono le fonti primarie. Le fonti secondarie invece sono tutti i mattoncini più bassi della piramide.

Tra le fonti secondarie rientrano appunti gli atti amministrativi, ad esempio i DPCM.

Ora, essendo i DPCM delle fonti secondarie, non si poteva ammettere che questi prevedessero delle ipotesi di reato, e che quindi riempissero il grande contenitore dell’articolo 650 del Codice penale. Del resto dei piccoli e insignificanti mattoncini, non possono pretendere di trasformarsi in un mattone più bello e grosso.

Quindi prima, chi non osservava queste disposizioni, commetteva il reato di cui articolo 650 c.p. per inosservanza dei provvedimenti della Autorità, veniva infatti punito con una ammenda fino a 206 euro o con l’arresto fino a 3 mesi.

In poche parole, veniva denunciato, e ne usciva con la fedina penale sporca. Oggi le cose sono un po’ cambiate e non c’è più (o quasi) l’ipotesi di configurazione del reato di cui all’articolo 650 c.p.

Come ti dicevo prima oggi se si esce di casa senza comprovate ragioni di necessità si viene puniti “solo” una multa da 400 a 3000 euro.

E la multa viene aumentata fino a un terzo se ti fermano alla guida di una macchina o una moto. Se sei un imprenditore rischi perfino che ti chiudano l’attività commerciale da 5 a 30 giorni.

Esiste ancora però una ipotesi di configurabilità di reato.

Se infatti le disposizioni dei DPCM (e di tutti gli altri provvedimenti che verranno adottati) vengono violate da soggetti che sono risultati positivi al virus, o che sono sottoposti a misure di quarantena, le cose si complicano.

Si rischia:

1. L’arresto dai 3 ai 18 mesi

2. Ammenda dai 500 a 5000 euro.

Si fa riferimento una normativa del 1934, per la precisione ad un decreto regio, ovvero il Testo unico sulle norme sanitarie, che è stato utilizzato per far fronte a questa emergenza sanitaria.

Non è tutto. Infatti, si va incontro a pene molto più severe se il fatto costituisce un reato più grave. Si parla dei reati di epidemia (art.438 c.p.) e di delitti colposi contro la salute pubblica (art.452).

Per intenderci, se si esce di casa infetti e si provoca una epidemia, si va all’ergastolo!!!

E tu ti starai chiedendo

“Ma se non sapevo di essere infetto?”

Eh, in quel caso si può essere puniti con:

1. Reclusione da 3 a 12 anni oppure;

2. Reclusione da 1 a 5 anni

3. Reclusione da 6 mesi a 3 anni

Ora c’è da chiarire un ultimo punto.

 Tutte le persone che, prima di queste nuove disposizioni, sono uscite senza comprovate ragioni di necessità e sono state denunciate? Cosa succede a loro?

Per loro fortuna dovranno pagare solo una piccola multa di 200 euro, perché appunto c’è stata una depenalizzazione con applicazione retroattiva.

Aeee non facciamo i complicati!! 

Che significa “depenalizzazione con applicazione retroattiva”??

Andiamo con ordine partendo dalla depenalizzazione.

Un caso di depenalizzazione consiste nel trasformare i REATI in illeciti amministrativi, ovvero in semplici MULTE.

Proprio come quella che si prende dai vigili se si parcheggia in doppia fila dieci minuti per andare a comprare il giornale.

La retroattività invece è la capacità di un atto giuridico di estendere i suoi effetti anche al tempo precedente a quello della sua emanazione o della sua entrata in vigore.

In altre parole, la retroattività è come se fosse la DeLorean, ovvero la macchina del tempo di “Ritorno al futuro” di Marty Mc Fly e Doc.

Quindi ecco spiegato perché i precedenti trasgressori delle misure di contenimento per l’emergenza COVID-19 dovranno pagare solo una multa.

Sperando di essere stato quanto più chiaro è possibile siamo arrivati alla fine.

Mi scuso con chi pretendeva una spiegazione fatta di “paroloni” ma  qui, sul pianeta del diritto divertente, siamo abituati a parlare “facile facile” per arrivare a tutti, del resto per le definizioni ci sono i Manuali, quelli scritti dagli altisonanti nomi del Mondo giuridico.

Noi ci definiamo artigiani del diritto, capaci di educare più che di insegnare al diritto. Una cosa, però, tra tutto quello che ti ho scritto vorrei che ti rimanesse impressa:

non si può pretendere di studiare il diritto senza collegarlo alla realtà di tutti i giorni, perché il diritto è la realtà di tutti i giorni.

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Autore: Francesco Saccoliti,

Studente di Giurisprudenza ed allievo del 1° Master di Diritto Divertente “da Studente a Giurista”

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