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Si possono preparare più esami di Diritto insieme? – La Regola Focus che mi ha permesso di preparare 6 Esami in una sola SESSIONE –

Ti è mai capitato di chiederti:

si possono studiare più esami insieme? Oppure se studio più esami insieme non è che mi confondo e poi non ci capisco più niente?

Non è che per fare troppo poi alla fine mi frego con le mie stesse mani? E sopratutto riuscirò comunque a prendere un voto alto?

Ai primi anni e senza un metodo di studio specifico per Giurisprudenza me le facevo di continuo… 

e non ti nego che mi capitava di sentirmi un fallito perché per quanto ci provassi.

Non riuscivo mai a studiare per bene più di un esame alla volta; cominciai a dubitare seriamente che il Mondo del diritto non fosse fatto me.

Tutti sembravano più bravi di me, anche quelli che Sgarbi avrebbe chiamato capre…

Ma non ti voglio parlare di me, anzi voglio andare dritto al punto e parlarti perdermi di quello che ti ho promesso:

La regola FOCUS che mi ha permesso di preparare 6 esami in un’unica sessione (era la lontana sessione di giugno e luglio del 2008…aiuto mi sto a fa vecchioooo!!! Calma Raffaè…continua a scrivere l’articolo, concentrati!).

Ecco vedi come funziona la nostra mente:
è capace di distrarsi in un momento, quindi dobbiamo imparare a gestirla, sopratutto quando vogliamo sostenere più esami, perché abbiamo bisogno di tutto noi stessi e del nostro massimo potenziale.

Ritornando a noi, so già che ti starai chiedendo: 6 esami in un’unica sessione e che erano tutti “fessi”? Tutti esami facili?

In realtà no, feci:

1. Procedura Penale (30 e lode);

2. Diritto Penale (26/30);

3. Diritto del Lavoro (30/30);

4. Diritto dell’Unione Europea (30/30);

5. Diritto del Lavoro Comunitario (30/30);

6. Diritto Tributario (28/30).

E come hai fatto?

Ora te lo dico subito.

Ci sono 5 potenti consigli che potranno darti un aiuto concreto e che potrai applicare sin da subito. Prima però ho bisogno che tu distrugga una cattiva convinzione:

QUELLO CHE TU SEI E SAI ALL’UNIVERSITÀ NON TI DIRA’ CHE GIURISTA SARAI DOMANI.

Gli esami vanno presi per quel che sono, un passaggio dal mondo degli studenti a quello dei giuristi, sono come le 12 fatiche di Eracle che gli permisero di essere considerato un Dio.

Non tutte furono memorabili ma dovette farle prima di avere l’immortalità.

E se tu vuoi essere chiamato giurista non ti bastano 12 fatiche ma devi farne 36/37!

Per un attimo non ti concentrare sul numero pensa all’appellativo di Giurista.

Una volta avuto non significa che sapremo che tipo di Giurista sarai, lì dipenderà da te e da quello che hai fatto durante il percorso che ti ha portato alla laurea.

Quindi non sopravvalutare gli esami, questi vanno fatti e non c’è dubbio, ma prima di loro vieni tu e il metodo di studio che ti possa evitare di sentirli come FATICHE, che ti faccia divertire nello studio del diritto e appassionare sempre più.

Del resto il grande Aristotele ce lo ha insegnato secoli fa: è la meraviglia che porta alla conoscenza. Lo potremo tradurre anche con un più agevole:

NO FUN NO STUDY

Per poterti divertire chiaramente devi imparare a capire come studiare il diritto e per farlo puoi partire dal mio Videocorso Gratuito 

Studente di Diritto Modello”

dove vedrai nel dettaglio come si creano degli schemi perfetti per le risposte d’esame. Ti assicuro che dopo queste lezioni il tuo modo di studiare non sarà più lo stesso.

Lo trovi a questo link:

https://dirittodivertente.it/videocorsogratuito

Tranquillo, è davvero Gratuito, in tanti me lo chiedete ma è proprio così.

Veniamo alla regola Focus, questa contiene 5 potentissimi consigli

1.FILMATI

Guardati indietro per andare sempre più avanti come fanno i veri campioni

Tranquillo non sto per dirti oscenità, voglio solo parlarti di come fare una buona programmazione.
Uno dei consigli maggiori che si danno agli studenti è: FATE UNA BUONA PROGRAMMAZIONE

Ok, sono d’accordo ma dire questo non basta.
Per poter fare una buona programmazione la prima cosa è guardarsi indietro e non avanti.

Ma come? L’attività di programmare non riguarda il futuro?
Certamente, ma non pensi che il futuro non sia altro che la conseguenza del nostro passato?

Se mi guardo e capisco come agisco e reagisco in determinate situazioni potrò sapere come mi comporterò probabilmente nel prossimo futuro.

Devo dire che non è facile ed io sono il primo ad odiare questa cosa,
c’è Pasquale, l’ingegnere a.d. di Diritto Divertente, che mi sfrantuma peggio del nonno dei Simpson quando racconta le sue storie, con sta cosa del guardarsi indietro e capire gli errori ma devo ammettere che con il tempo ne ho apprezzato l’importanza.

Ad esempio se tornassi indietro ai tempi dell’Università non giocherei alla Play prima di andare a dormire perché la mattina mi svegliavo come l’orso Balù di Mowgli che non hai voglia di fare una mazza…

Lo so magari ti sembra una cosa stupida ma non lo è affatto, nella vita tutto viene deciso dalle piccole azioni quotidiane.
C’è un discorso che mi piace spesso riascoltare dell’ammiraglio William H. McRaven ai laureandi dell’Università del Texas che esordisce così:

Se volete cambiare il Mondo cominciate facendo il letto la mattina.

Durante quel discorso gli studenti inizialmente si lasciano andare ad una risata incredibile ma poi capirono il senso del messaggio:

per fare grandi cose bisogna partire dallo svolgere egregiamente le piccole cose.

Se vuoi realizzare una grande sessione devi partire da tutte quelle piccole azioni che ti permettono di essere super produttivo. Nel video corso Concentrazione Perfetta,
che è disponibile solo per gli studenti di Fenomeno del diritto,

dico sempre agli studenti che possono anche raccontarsi che faranno 100 pagine al giorno ma se poi non si mettono nelle condizioni ideali per concentrarsi allora sarà un sogno più che un obiettivo.

Parti sempre con l’analizzarti e con il capire come ottenere il tuo massimo potenziale, scoprirai che sei più potente di quanto pensi e sei più forte di quanto credi.

Quello che ti ho appena detto è ciò che ha fatto la differenza anche per tanti campioni dello sport che si filmano, nel vero senso della parola, per vedere quali sono gli errori che commettono e come migliorarsi.

Del resto come diceva Henry Ford: “L’errore ci dona semplicemente l’opportunità di iniziare a diventare più intelligenti”.

E l’errore lo possiamo vedere solo se ci fermiamo a guardarlo prima di partire.

2. ORDINE DI PRIORITÀ

Se ti dai delle priorità saprai sempre come e cosa fare

Aspè questo consiglio te lo spacchetto in due, così ci capiamo meglio.

a) Diamo un ordine di priorità agli esami

Quando si studiano più esami è necessario cercare di non mettere troppa carne sul fuoco…cosa?
E’ sempre meglio non preparare troppi esami complessi insieme.

Priorità per priorità.
Uno dei problemi che potrebbe verificarsi è che saltiamo da un esame all’altro e mettiamo la stessa energia per ognuno.

Ma si sa, e non bisogna prendersi in giro, che esistono commissioni e commissioni e materie e materie.

Con tutto il rispetto per diritto dell’Unione Europea, che a me piace tantissimo, non mi ha richiesto lo stesso impegno di procedura penale.

Non a caso ti ho fatto questo esempio perché quando riuscii a fare quei 6 esami diedi come primi procedura penale e diritto dell’unione europea (a maggio), poi penale e tributario (a giugno) e infine lavoro e lavoro comunitario (a luglio).

Ovviamente è un esempio;
Nessuno sa meglio di te, in relazione alla tua facoltà e alle tue esigenze, quali esami sono più o meno importanti, più o meno complessi.

Se non riesci a fare una selezione ti consiglio di valutare:
quale esame ti interessa di più (perché lo sforzo maggiore lo farai sempre e soltanto quando ti appassionerai di più…ecco perché insegno come far a studiare in modo – divertente ed appassionato);

quale esame ha più carne ( ma pensi sempre a magna? Hai ragione! Intendo dire più corposo cioè che ha molti argomenti da studiare);

quale commissione è più ostica (anche questo è da valutare). Fa la tua scelta, accendila e poi corri come un treno.

b) Diamo un ordine alle cosa da fare

Non possiamo fare tutto in quel periodo ma non possiamo neanche fare niente.

Lo so spesso ti dicono che devi isolarti e pensare solo all’università, che quando sei all’Università non puoi fare tutto quello che facevi prima.

DICIAMOLO: E’ UNA GRANDE STUPIDAGGINE!

Tu non sei una macchina ma sei un atleta dello studio,
capace di fare delle prestazioni meravigliose soltanto se messo nelle condizioni giuste.

A me capitava sempre questa cosa:
quando dovevo studiare mi recludevo come Quasimodo sulla Torre di Notre Dame e rimanevo bloccato per giornate intere con il pigiamone
Per poi arrivare alla sera combinando poco o niente.

In realtà quelle giornate potevano essere ridotte tranquillamente
in 5/6 ore di studio vero e intenso.

Perché avere tempo mi portava a perder tempo..

Vabbè che fa che finisco tra poco….vabbè ora vedo 5 minuti di tv e poi riprendo…faccio una partita alla Play e poi ricomincio!

Cazzata Cazzata Cazzata…
con queste scuse mi ritrovavo all’ora di cena che avevo fatto poco o nulla e a questo si aggiungeva che mi sentivo frustato perché quando i miei amici mi chiamavano per uscire dovevo sempre dir no!

Per questo bisogna, prima di tutto, dare un tempo agli “allenamenti”, Alle sessione di studio.

Così ho fatto io e ti giuro che la mia vita, i miei esami e i miei voti sono cambiati in modo impressionante.
Mi sono dato un ordine e ho dato un tempo limitato anche all’Università e agli esami per dedicarmi a tante altre altre attività.

Ad esempio ho preso il titolo di giornalista – pubblicista che mi ha dato la possibilità di fare esperienza e di esercitare la mia scrittura…cosa che mi è servita sia per quegli anni che per il futuro.

Avere qualche cosa di diverso da fare dallo studio mi dava una sorta di benzina anche per lo stesso, non mi sentivo sempre “chiuso” in casa e questo mi rendeva sopportabile anche diritto tributario, che onestamente ho sempre schifato abbastanza

Lo so è brutto da dirsi ma all’epoca non conoscevo tutte le tecniche che conosco oggi e che spiego nel video corso Fenomeno del diritto.

Quindi cosa puoi fare?

Ogni sera prendi un bel foglio e scrivi tutto quello che vuoi e devi fare il giorno successivo, dandoti orari precisi.

Una postilla:
Non limitarti a scrivere in modo generico, sii il più dettagliato possibile.

3. CONTENERE

Meno informazioni per sapere di più

Non puoi sapere tutto,
Questo è il mantra che devi stamparti “a fuoco” sulla pelle e che deve accompagnarti per tutto il periodo universitario.

Devi sapere che appena ci iscriviamo all’Università ci fanno un lavaggio del cervello, ci convincono che per prendere un voto alto serve sapere tutto.
Eppure ci sono tantissimi studenti (più di quanti tu possa pensare) che mi scrivono dicendo:

“Ho preso 25 eppure io sapevo tutto, parola per parola!”

non è la mole di informazioni che ingurgiti ma il modo in cui le selezioni e le utilizzi che farà il tuo voto.

Di questo ne parlo nel dettaglio nel video corso Gratuito Studente di diritto modello che trovi al seguente link:

Lo trovi a questo link: https://dirittodivertente.it/videocorsogratuito

Devi selezionare le informazioni che ti servono per l’esame nel modo più accurato possibile e questo lo puoi fare soltanto conoscendo tre fattori critici:

il tuo Prof. (l’esame si svolgerà su quello che piace a lui e non a te o a chiunque altro); – La tua materia (per ogni materia ci sono i concetti che devi assolutamente sapere ne dettaglio e di cui non puoi fare a meno);

– il tempo che hai a disposizione (meno tempo hai e meno argomenti puoi preparare… non sei Gesù e sopratutto se vuoi potrai approfondire dopo l’esame).

Si ma se mi chiede qualcosa che non so?

Ti ri ti ti ti…cosa?!!!
Si ti ri ti ti è la risposta che dava un mio collega molto in gamba quando in preda al panico dicevamo:
e se ci chiedono qualcosa che non sappiamo?

Ti ri ti ti ti
è l’equivalente di abbozza e cerchi di arrangiarti con le informazioni che hai;Il prof. Non è che ti fucilerà o ti metterà alla gogna.

E vabbè ma sai che figuraccia?

Ti do una notizia sconvolgente e a tratti allucinante:
Il prof. o l’assistente vivrà con o senza la tua risposta.
Di certo non tornerà a casa e parlerà male di te con la moglie.

Questo te lo posso dire per certo perché sono stato dall’altro lato della cattedra e sinceramente gli esami erano la parte più noiosa del lavoro da assistente.

4. UNIRE

Studiare in compagnia per non arrivare senza forze all’esame

Se puoi unisciti a qualche collega.
In questo momento mi è venuta in mente la scena del film “Il pianeta delle scimmie”, quando Cesare, la scimmia che guida la rivolta del branco contro gli uomini, spiega l’importanza di rimanere uniti soprattutto nei momenti di difficoltà.

Ecco Cesare lo ha capito e anche il suo gruppo di scimmie ma noi studenti di Giurisprudenza, e in generali noi giuristi, facciamo fatica a stamparcelo in testa.

Perché studiare da soli quando ci si può far compagnia? Magari anche soltanto per un confronto periodico.

Molti mi dicono che non riescono a studiare con altre persone o come capita spesso ai miei studenti, dopo aver scoperto un metodo di studio divertente ed efficace, non riescono più a studiare con gli altri che utilizzano ancora il vecchio e maledettissimo leggi e ripeti…

Allora la soluzione può essere più semplice di quello che appare: CONFRONTARSI SOLO PER DELLE INTERROGAZIONE.

Questo ti darà, in primis, lo sprint per finire le parti del programma da portare alle interrogazioni periodiche:

è studiato scientificamente che l’uomo ama la sensazione di riconoscimento culturale e di conseguenza il sentirsi sotto giudizio rappresenterà una molla decisiva;

e, in secundis, ti offrirà la possibilità di simulare l’esame e comprendere meglio i vari concetti.

Ricorda che rimanere soli per troppo tempo può essere deleterio. Siamo animali sociali e necessitiamo del contatto con gli altri.

Pico della Mirandola diceva: “Due sole entità possono permettersi il lusso di vivere in solitaria: i Dei e gli Eremiti”.

Mi ha colpito di recente una ricerca pubblicata dal The Guardian che sostiene che la solitudine prolungata incide sulle persone come un vero dolore fisico, molto più di un malessere.

I psichiatri e cardiologi tedeschi, autori di questo studio, hanno risposto così nell’intervista:
“Salgono l’ansia e la paura e perfino i livelli della pressione possono risentirne. Del resto spesso quando in studia con qualcuno parte la battutina o un racconto personale che tende a stemperare gli animi e la tensione”.

5. SCHEMATIZZARE

Schematizzare prima è meglio che fare le corse sotto esame poi

Se vuoi fare tanti esami i libri devono scomparire il prima possibile. Il libro deve diventare un massimo di 30 schemi di risposte per l’esame.

Se vuoi fare tanti esami i libri devono scomparire il prima possibile. Il libro deve diventare un massimo di 30 schemi di risposte per l’esame.

Infatti il tuo obbiettivo non deve essere studiare il libro ma saper rispondere alle domande d’esame e questo implica che, contrariamente a quanto si pensa, non devi studiare per pagine ma per argomenti.

Dopo aver selezionato gli argomenti devi creare delle risposte per l’esame, così come fa un giurista.

Il giurista studia rispondendo ai quesiti giuridici e per farlo ricorre a tutte le fonti a sua disposizione: codice, libri, riviste, siti internet (da non sottovalutare), software digitali ecc. ecc.

Ed è quello che devi fare anche tu con degli accorgimenti.
Rispondere alle domande d’esame è uno sport un pò particolare che richiede una certa sequenza che permetta al Prof. Di fidarsi di te e pensare:

“Questo ragazzo ha studiato veramente bene! Questo ragazzo ha anche approfondito”

E questo lo potrà dire soltanto se effettivamente sei andato oltre il libro. Si ma sei io già non riesco a ricordare quello che c’è scritto sul libro, Come posso memorizzare altro ancora?

Ricordati quello che ti ho detto nel “CONTENERE”, studiare meno per sapere di più. Meno pagine del libro ma più informazioni funzionali all’esame.

Non serve che mi faccio ogni pagina e ogni parola del libro ma è molto più utile che so in modo eccellente, creando delle risposte perfette, gli argomenti dell’esame.

Che poi questo è il vero crack: come si creano delle risposte perfette per l’esame?

Per scoprirlo ti basta cliccare sul pulsante qui sotto e ti mostrerò come si fa a costruire un ragionamento che faccia innamorare Prof. e assistenti sfruttando la regola delle 4 P che ho elaborato quando facevo l’assistente.

Accedi al Videocorso Gratuito

Ciao e alla prossima.

Ricordati che senza divertimento c’è fatica e sofferenza e queste non portano mai a grandi risultati.

Avv. Raffaele Delle Curti

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